mercoledì 22 settembre 2010

5 indirizzi


Sono miei sogni ricorrenti, da sempre.
Le mie case, quelle in cui ho vissuto: 5, per l'esattezza, ognuna legata indissolubilmente e in maniera netta ad un periodo della mia vita, quasi che a suggellare le loro conclusioni o i loro inizi fosse per forza necessario un trasloco, fatto di scatoloni e roba da buttare e altra da comprare e notti passate in case semivuote a scrivere poesie piangendo davanti alla tv appoggiata per terra e ai muri vuoti e urlanti che raccontano impietosi tutti i momenti tristi e felici degli anni appena trascorsi. Insomma, se un giorno mai Marzullo dovesse invitarmi (ne dubito fortemente XD) alla fatidica domanda finale sui sogni avrei decisamente un bel po' da raccontargli!
L'ultimo risale a ieri notte, e come sempre al risveglio sono felice, quasi avessi rivisto una persona cara. E, del resto, un po' è così! La casa numero uno, sognata con grandi e infinite stanze colorate e tutte da scoprire, dove risistemo i mobili che avevo una volta e scelgo di vivere solo con chi amo tanto. La casa numero due, che non sogno quasi mai pur essendo la più bella (ma il motivo lo so).
La casa numero tre, alta alta sul mondo, protezione e rifugio, e poi inquietudini ordinarie e innamoramenti. La casa numero quattro, che ho iniziato a sognare di recente. Quella dove vivo al momento del sogno non la sogno quasi mai. Anche se l'adoro, anche se ci sto bene. Ma qui si celebra e si metabolizza il passato: il futuro, si sa, è un'incognita e di presente...ne abbiamo già abbastanza.
Emily
(Clicca e scopri come cantano le case...;)
in foto: una casa di Notting hill)